MGM Garage Lab

Non una company. Un garage per idee che possono uscire allo scoperto.

Foto di un bambino davanti a un home computer anni 80, con l'albero di Natale sullo sfondo.
Natale 19xx
Il mio primo computer ♡
CAPITOLO 01

Il Natale dei primi comandi

Io e mio fratello aprimmo insieme una pila di pacchetti: tastiera, registratore, joystick e giochi. Collegammo il nostro home computer anni 80 alla TV della cucina, mentre mamma preparava il pranzo di Natale. Il primo gioco era un calcio fatto di pochi pixel, ma per noi era una meraviglia: ricordo quel giorno come uno dei più belli della mia infanzia.

In terza media scoprii che il professore di fisica usava un computer come il mio per programmare. Presi il manuale e cominciai dai primi comandi, compreso il mitico GOTO e il suo inevitabile spaghetti code. Fu la prima volta che provai a dire al computer cosa fare.

«Prima mi stupiva quello che appariva sullo schermo. Poi ho voluto capire come farlo apparire.»

— MGM

CAPITOLO 02

Il banco delle prime prove

Dopo le superiori avevo bisogno di lavorare. Mio fratello era entrato nel mondo della telefonia e insieme aprimmo un negozio ad Acitrezza; più tardi ne arrivò un altro a Catania. I PC, però, mi erano già familiari: passavo i pomeriggi nello studio di mio padre, circondato da macchine che cambiavano generazione a una velocità sorprendente.

Con l'aiuto di un amico più esperto iniziai ad assemblare computer da vendere. Accendere una macchina costruita pezzo per pezzo, aggiornare il BIOS e installare il sistema operativo dava una soddisfazione enorme, anche quando un componente allentato o un driver ostinato ci costringeva a ricominciare. In negozio imparai anche ad ascoltare le persone: dal telefono passammo ai sistemi satellitari e alle prime piccole reti domestiche.

«Un computer funzionava davvero quando funzionava anche per la persona che lo aveva comprato.»

— MGM

CAPITOLO 03

Le ore dopo il negozio

Nel 2001 il negozio rendeva poco e non riuscivo più a immaginare lì il mio futuro. Un amico mi parlò del nuovo corso di Informatica; scoprii che potevo recuperare alcuni esami già sostenuti a Ingegneria e mi iscrissi. Lavoravo di giorno, quindi ai libri restavano le notti e i fine settimana.

Mi appassionavano soprattutto gli algoritmi. A una prova in aula risolsi con poche righe ricorsive un problema per cui erano previste tre ore: quando mi alzai dopo una ventina di minuti, il professore pensò che stessi rinunciando, poi lesse la soluzione e mi fece i complimenti. Nel novembre 2006 arrivò la laurea in Informatica, dopo cinque anni in cui avevo tenuto insieme lavoro e studio.

«La notte era il tempo che avevo. Ho imparato a farlo contare.»

— MGM

CAPITOLO 04

Dietro i tornelli

La settimana della laurea ricevetti una chiamata per un colloquio a Roma. Sul negozio avevo appena lasciato un cartello: «Chiuso per laurea… la mia»; al ritorno lo trovai pieno di auguri. Pochi giorni dopo arrivò un'offerta per un anno di lavoro e presi una decisione difficile: annunciai la chiusura del negozio.

A Roma entrai in un palazzo di vetro, passai i tornelli con il badge e vidi un'azienda di centinaia di persone. Era molto più grande di quanto avessi immaginato, eppure l'ambiente mi sembrò familiare. Dopo anni in cui avevo costruito il mio lavoro quasi da solo, cominciavo a capire cosa significasse far parte di un gruppo.

«Quel badge apriva una porta molto più grande dell'ufficio.»

— MGM

CAPITOLO 05

Imparare mentre si corre

Per qualche mese lavorai in Sardegna e, nei fine settimana, esploravo la costa. Ricordo anche una partita della Roma vista con i colleghi in un ristorante normalmente tranquillo: tifavano con tanto entusiasmo che rischiammo quasi di essere mandati via. In quegli anni il lavoro cambiava spesso, ma erano anche le persone a rendere vivi i posti in cui arrivavo.

Nella consulenza imparai a entrare in contesti nuovi e a cercare risposte in poco tempo: studiare, cercare, provare, sbagliare e ripartire. A volte bisognava fare i conti con aspettative difficili da mantenere. Mi è rimasta l'abitudine di affrontare un problema senza aspettare di sapere già tutto, cercando una strada anche quando la prima non funziona.

«Non sempre conoscevo la risposta. Sapevo da dove cominciare a cercarla.»

— MGM

Lussemburgo
30 giugno 2017
La Clio piena
CAPITOLO 06

La Clio piena

Pochi giorni dopo il nostro matrimonio arrivò un'offerta di lavoro in Lussemburgo. Alina disse subito sì e cominciammo a preparare le valigie; il 30 giugno 2017 arrivammo con la Clio carica all'inverosimile. Ricordo ancora lo stupore alla prima sosta per fare benzina: il prezzo era così basso che pensai a un errore.

Entrai in una grande realtà europea occupandomi di dati statistici, in un contesto diverso da quelli che avevo conosciuto fino ad allora. Imparai a comprenderne gli strumenti, i processi e le esigenze, ampliando il mio modo di lavorare. Quando arrivò l'occasione di contribuire all'evoluzione dei sistemi, portai con me la curiosità e l'inventiva coltivate negli anni.

«Partire è stato un salto. Restare curioso mi ha aiutato ad atterrare.»

— MGM

CAPITOLO 07

Notti, tentativi, nuove domande

Quando provai per la prima volta a farmi aiutare dall'AI a scrivere una funzione, capii che il mio lavoro stava per cambiare. Non immaginavo quanto in fretta: arrivarono strumenti capaci di seguire interi progetti, insieme a notti insonni in cui mi chiedevo se un giorno ci sarebbe stato ancora bisogno di me. Alina mi lasciò lo spazio per studiare e sperimentare, come aveva fatto nelle altre svolte della nostra vita.

I progetti personali diventarono il mio laboratorio: alcune prove funzionavano, altre lasciavano funzioni cancellate e decisioni impossibili da ricostruire. Così iniziai a definire meglio le idee, organizzare attività e roadmap e registrare le scelte; da quel bisogno nacque il mio primo strumento per seguire progetti lunghi con l'AI. Oggi scrivo meno codice direttamente, ma dedico più attenzione a ciò che va costruito, a come guidare il lavoro e a verificare il risultato.

«L'AI mi ha dato più possibilità. Ho dovuto imparare a dare loro una direzione.»

— MGM